Salvatore Federico

Green 'ndrangheta

La produzione di marijuana è per i clan un business “fatto in casa”, che segue rotte diverse da quello, consolidato su scala internazionale, della cocaina. In alcune vaste aree della Calabria, in particolare nel Reggino e nel Vibonese, le coltivazioni di cannabis vengono messe in piedi di anno in anno in territori sempre diversi, spesso inaccessibili, e finiscono per rappresentare una proficua fonte di guadagno per i clan, che controllano ogni fase del traffico, dalla produzione all’esportazione. Pur essendo capaci di affari assai più lucrosi, le ‘ndrine non rinunciano agli introiti, comunque milionari, derivanti dalla coltivazione di marijuana. Migliaia di piante vengono sequestrate, ogni anno, nel periodo che va da maggio a ottobre, e si tratta di una minima parte di quelle che vengono prodotte sul territorio calabrese, che in questo campo primeggia in Europa. I carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria” hanno ormai sviluppato, in quasi 30 anni di esperienza sul territorio,la capacità di scovare le piantagioni in mezzo alle montagne.

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