Salvatore Federico

Guardavalle (Catanzaro). Nelle faide che hanno segnato la storia della ‘ndrangheta, la montagna è stata una presenza costante. Dagli storici summit in Aspromonte alle faide ventennali delle Serre, i monti sospesi nel tempo in cui la ‘ndrangheta ha ben salde le radici sono sempre stati anche un rifugio, un nascondiglio discreto, ma anche il teatro naturale di decine e decine di omicidi efferati. Consumati quasi sempre alle prime luci del mattino, nel silenzio dei boschi