Salvatore Federico

Canolo, Aspromonte (Reggio Calabria). Per reagire ai sequestri di persona che – negli anni in cui la televisione diventava il medium di massa per eccellenza – suscitarono scalpore nell’opinione pubblica nazionale, lo Stato mise in campo tutta la sua forza per reagire alla protervia dei clan. I piani dell’Aspromonte furono letteralmente militarizzati, con interi reparti dell’esercito e delle forze dell’ordine che arrivarono fino in montagna a piazzare i loro accampamenti. Ma su quelle montagne, ieri come oggi, lo Stato non è mai riuscito a imporre la sua legge.