Salvatore Federico

Platì Sotteranea

I carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria” hanno ormai sviluppato, in quasi 30 anni di esperienza sul territorio, la capacità di scovare gli ‘ndranghetisti latitanti dentro a bunker realizzati in mezzo alle montagne dell’Aspromonte. Si tratta del reparto speciale che compie le operazioni più difficili e pericolose, come quelle che hanno portato a scoprire come a Platì, un paese di quasi 4000 abitanti, esistesse di fatto un altro paese sotterraneo fatto di cunicoli e bunker dove alcuni tra i boss più temuti della Locride hanno trascorso la loro latitanza. Sono diversi i boss della 'ndrangheta che, pur di rimanere fisicamente sul loro territorio, trascorrono lunghi periodi di latitanza in bunker sotterranei realizzati con tecniche ingegnose grazie a una fitta rete di connivenze. Tramite articolati sistemi di comunicazione, i boss riescono così a rimanere collegati con gli affiliati e ad imporre attivamente il loro controllo del territorio. I bunker, anche simbolicamente, rappresentano una sorta di fortezza, un presidio protetto da cui continuare a gestire affari e mantenere il predominio sul territorio.

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