Salvatore Federico

Sbarco 1/68

Negli ultimi 20 anni più di 20000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. Dopo il naufragio del 3 Ottobre 2013, nel quale morirono oltre 300 migranti al largo delle coste di Lampedusa, l'Italia lancia l'operazione "Mare Nostrum" per la salvaguardia della vita in mare. Ma la violenza e la povertà in Africa e Medio Oriente ed i disordini in Libia, hanno spalancato le porte ai trafficanti di uomini. Solo quest'anno in Italia sono arrivate oltre 150.000 persone, il triplo rispetto al 2013; 2500 sono morte in mare tentando la traversata. L'emergenza umanitaria continua. L'inadeguatezza delle strategie politiche e l'assenza di un piano nazionale di gestione dei rifugiati, hanno determinato una proliferazione di centri di accoglienza di fortuna, carenti di misure di controllo e soprattutto l'ammassarsi in condizioni precarie di migliaia di persone in tendopoli e strutture non idonee. La Calabria, da sempre muta spettatrice dell'emigrazione dei suoi figli, è diventata negli ultimi anni terra di transito e di accoglienza dei tanti disperati che, scappando da guerre e povertà, portano nel cuore la speranza di un domani migliore. E per chi, dopo un lungo ed estenuante travaglio, riesce a concludere la traversata, lo sbarco è una rinascita, con un numero identificativo, in una terra tormentata e divisa tra diffidenti e chi si sente di dover essere umanamente presente.

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